
Anno 2026: cosa ci si può aspettare da un robot tagliaerba?
Questa pagina è aggiornata costantemente ad ogni inizio stagione, ecco lo stato dell'arte:
I robot tagliaerba sono tutti automatici, si posa la stazione di ricarica a bordo prato, anche sotto una siepe, escono a tagliare ad un orario prestabilito secondo un programmatore settimanale. Quando sono scarichi o termina il loro lavoro rientrano in stazione automaticamente. Così facendo, lavorando almeno quattro volte la settimana, mantenendo il giardino sempre tagliato, uniforme. Non raccolgono l'erba, viene sminuzzata e lasciata nel giardino, a fertilizzare e inumidire il manto. Lavorano bene anche in condizioni di pioggia intensa. Non triturano il fogliame, che tarderebbe molto di più a decomporsi, entro certi limiti di accumulo le foglie non disturbano il funzionamento. In generale non hanno la possibilità di rifinire perfettamente i bordi ma ci si avvicinano molto.
Si imposta il programma settimanale dall'app sul telefono, in alcuni casi anche da tastierino presente sul robot stesso.
USA, 1969. Il primo brevetto di robot tagliaerba. Da allora sino al 2024 si è sviluppata la tecnologia di un sistema radio a onda quadra che permette al robot di capire se si sta muovendo all'interno di un campo circondato da un filo oppure se ne esce. In quel caso può effettuare manovre per rientrare. Può anche seguire il filo per raggiungere aree remote o ritornare in stazione di ricarica. Circola all'interno del perimetro in modo casuale, IL SISTEMA E' A SE' STANTE. La mancanza di alimentazione elettrica fa fermare il robot sul posto.
Il servizio satellitare GNSS in orbita MEO garantisce il posizionamento preciso (fino a 1 cm.) sfruttando la triangolazione dei segnali corretti in tempo reale da una antenna di riferimento fissa, disposta nei pressi dell'area di lavoro, installata con buona vista di cielo aperto, comunicante via radio (LORA) con il robot. Grazie all'IMU presente nel robot, la cinematica permette al robot di funzionare per un certo tempo anche in assenza di segnale, per esempio attraversare una zona d'ombra sotto le frasche di un albero. Il sistema è poi coadiuvato da una fotocamera, per il rilevamento degli ostacoli e dal consueto sensore di urto sulla scocca. Circola all'interno del perimetro in maniera sistematica (linee dritte, molto efficienti). IL SISTEMA E' A SE' STANTE MA OCCORRE IL SEGNALE GNSS (GRATUITO). La mancanza di alimentazione elettrica fa fermare il robot sul posto. Tempeste solari (frequenza 1-2 volte all'anno per 1-2 giorni), crisi politiche potrebbero impedire la ricezione del segnale satellitare.
La "n" fa la differenza! E' una espressione tecnica per indicare che la tecnologia si appoggia ad un maggior numero di antenne di riferimento, presenti in remoto (non in locale) perciò la comunicazione con le antenne avviene in GSM. E' fondamentale disporre di una buona copertura 4G della zona (meglio in città che in campagna o collina, non in montagna). In questo caso evita l'installazione dell'antenna di riferimento nel giardino, la sensazione è che il robot funzioni "a se' stante". Il sistema è poi coadiuvato da una fotocamera, per il rilevamento degli ostacoli e dal consueto sensore di urto sulla scocca. IL SISTEMA NECESSITA L'APPOGGIO AD ANTENNE DI RIFERIMENTO DI UN FORNITORE TERZO E DI UN CONTRATTO GSM ATTIVO. ENTRAMBI POTREBBERO ESSERE A PAGAMENTO. La mancanza del segnale satellitare fa fermare il robot, la mancanza di corrente elettrica gli permette di continuare a lavorare per la sola durata della batteria.
Sul robot è montato uno strumento in grado di scannerizzare l'ambiente circostante in 3D, creando costantemente una nuvola di punti: un veloce processore compara le forme conosciute. Poiché il sensore per avere la visione più ampia è montato SOPRA al robot non davanti, il sistema di guida è poi coadiuvato da una fotocamera, per il rilevamento degli ostacoli più prossimi. Inoltre è sempre presente il consueto sensore di urto sulla scocca. IL SISTEMA NON NECESSITA L'APPOGGIO DI ALCUN ALTRO SERVIZIO ESTERNO, RETE GSM ETC..-al momento sono disponibili solo macchine per piccoli giardini - è la novità assoluta e questa tecnologia (usata in esclusiva per la navigazione) non è ancora matura, uno dei suoi limiti ad esempio è che con pioggia il robot non funziona perché si crea una fitta cortina di punti che ingannano il processore costringendo il robot al rientro in stazione. Può essere un limite in periodi piovosi. Le macchine professionali più grandi integrano un mix di tecnologie nRTK, con possibilità di montare la propria antenna di riferimento e sensori LIDAR (o iToF, similare) e fotocamere.